I 15 ANGLICISMI PIU’ INUTILI (O SBAGLIATI) DEL 2020 – Parte seconda

I 15 ANGLICISMI PIU’ INUTILI (O SBAGLIATI) DEL 2020 – Parte seconda

Nell’articolo precedente abbiamo visto come nel 2020 l’italiano sia stato travolto dall’uso di tantissime parole inglesi. Non che si tratti di una novità, sia chiaro, però è importante essere consapevoli di questo fenomeno. Se hai a cuore il futuro della nostra lingua madre, cerca di utilizzare il corrispettivo italiano il più possibile. È certamente molto importante studiare e imparare l’inglese, ma è altrettanto importante parlare un italiano corretto e privo di queste inutili importazioni. Ad ogni lingua i propri lemmi! Già che ci siamo, lasciamo anche “movida” agli spagnoli! 😉

Nella prima parte della lista delle parole più inutili (o sbagliate) prese dall’inglese, ci eravamo lasciati con lo spillover, il salto di specie.

Restiamo quindi in tema di pipistrelli e continuiamo con:

6) Wet market 

Hai già dimenticato il famosissimo mercato di Wuhan da dove si dice che tutto sia partito?
Wet market significa: “mercato alimentare all’aperto”, solitamente ittico o di animali selvatici.

Al settimo posto abbiamo l’intramontabile:

7) Trend

In italiano si potrebbe benissimo usare “tendenza”, “andamento” ma è evidente che si preferisce abusare del termine in inglese perché fa più figo.

Stesso discorso per la prossima parola:

8) Screening

“mappare”, “monitorare”, “fare controlli di massa”.

E ancora:

9) Hub

Non si capisce bene perché, ma gli ospedali (e non solo) sono diventati hub, ovvero “poli”, “centri” in cui poter effettuare le vaccinazioni.

E infine…

10) Droplets 

Questa parola l’abbiamo sentita innumerevoli volte all’inizio della pandemia, quando gli scienziati erano lì a misurare con il righello la giusta distanza che occorreva tenere da una persona all’altra per fuggire ai famigerati droplets! (Poi prendevano la bilancia e ne misuravano il peso, per vedere se cadevano a terra oppure rimanevano per aria).
Ironia a parte, avremmo potuto usare parole come “goccioline”, “particelle d’acqua”, “sputacchi”… e invece no! Droplets.
Per i più curiosi: il sostantivo singolare droplet deriva da drop, proprio come “gocciolina” deriva da “goccia”. Il suffisso “-let” serve a formare il diminuitivo.
Altri esempi:

  • book (libro) –> booklet (libretto, libricino, opuscolo);
  • pig (maiale) -> piglet (maialino);
  • etc.

 

Per oggi è tutto, nel prossimo articolo vedremo le ultime 5 parole più inutili prese dall’inglese nel 2020.

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