Rieccoci con la terza e ultima parte della lista di parole più inutili prese dall’inglese nel 2020.
Abbiamo iniziato con quelle associate al contesto pandemico che stiamo vivendo, ma oggi ne incontreremo anche qualcuna che non ha nulla a che fare con il Covid.
All’undicesimo posto troviamo la frequentissima:
11) Call
Termine molto “in” per indicare una “videochiamata”, una “video conferenza” o una “riunione a distanza”. Stavolta i giornalisti non hanno colpe nella diffusione di questa parola!
12) Rider
“Fattorino” forse faceva un po’ anni Ottanta e ricordava dei lavoratori in regola. Ecco quindi che si è deciso di usare rider per tutti quei poveracci sfruttati, sottopagati e non tutelati che consegnano cibo a domicilio facendosi lunghe vasche in bicicletta!
13) Ghosting
In quest’epoca dominata dai social media, dove spesso i rapporti si coltivano anche (o solo) tramite messaggini in chat, e dove gli amori spesso sbocciano grazie alle app di incontri, possiamo notare questo fenomeno diffondersi a macchia d’olio.
Ghosting è il comportamento di colui o colei che si volatilizza letteralmente come un fantasma: un giorno eravate lì a scambiarvi messaggini ed emoticon, il giorno dopo lui o lei sparisce senza motivo. Puff, sparito, svanito. Non sei più in grado di trovarlo. Non risponde più al telefono e magari ti ha pure bloccato da tutti i social.
Il significato psicologico di questo comportamento non è di competenza di questo blog, per cui soffermiamoci solo su quello linguistico: ghosting significa letteralmente “fare il fantasma”, “diventare un fantasma” e quindi “sparire”. Quando viene usato come sostantivo si potrebbe tradurre con “sparizione”.
Non nego che il termine inglese potrebbe avere la sua utilità in questa circostanza, ma rimane sempre il dubbio se non si potesse veramente trovare un equivalente in italiano.
14) Burnout
Il burnout è il caro, vecchio “esaurimento” (nervoso). Esaurimento spesso dovuto allo stress e a situazioni lavorative logoranti.
15) Fake news
Questa espressione non ha bisogno di molti commenti!
È però l’ennesimo esempio di come si possa benissimo utilizzare il corrispettivo in italiano: “bufale”, “notizie false”.
Eccoci alla fine dei 15 anglicismi più inutili (o sbagliati) utilizzati nel 2020 (ma anche nel 2021).
È molto probabile che me ne sia dimenticato qualcuno, se vuoi aggiungere altri esempi lasciami un commento 🙂
Spero sia stata una lettura interessante, alla prossima!


